Nelle ultime settimane si è diffusa, tra i social network e i mezzi stampa, la voce che l’Organizzazione Mondiale per la Sanità volesse dichiarare nelle etichette di alcuni nostri prodotti di eccellenza ( Grana Padano e Parmigiano Reggiano, Olio extravergine di Oliva, Prosciutto di Parma), una dicitura che mettesse in guardia i consumatori circa la pericolosità degli stessi, simile a quella che si legge nei pacchetti delle sigarette. Nel leggere la notizia mi sono prima preoccupato come consumatore, poi indignato in qualità di Tecnologo alimentare. E’ infatti noto a tutti che i nostri prodotti di eccellenza siano fatti con criteri e studi all’avanguardia mondiale e che la nostra dieta Mediterranea sia tra le più salutari nel mondo. Nello specifico degli alimenti presi in considerazione, i nostri formaggi tipo Grana, essendo caratterizzati da una stagionatura molto lunga, sono molto ricchi di Calcio e proteine che, con la perdita di acqua e di molti acidi grassi, aumentano la loro concentrazione, inoltre, durante la stagionatura, il lattosio che causa problema di intolleranza a molti consumatori, viene completamente digerito dagli enzimi lasciando il suo posto a sostanze che arricchiscono questo prodotto di sapori e aromi unici al mondo. Allo stesso modo, è assolutamente comprovato che molti acidi grassi presenti nelle catene dei trigliceridi, dei nostri oli extravergini di oliva, siano definiti come acidi grassi essenziali, cioè composti fondamentali per il nostro metabolismo, che il nostro organismo non riesce a produrre e che, quindi, devono essere assunti con l’alimentazione. Alla luce di tutto questo, sono andato a leggere la notizia rilasciata dall’Oms, in realtà, è vero che l’organizzazione attacca la presenza di sale e di grassi nella dieta dei paesi più sviluppati, ma non cita nessun prodotto, tantomeno nessuna delle nostre eccellenze. A questo proposito, è palese che molti prodotti alimentari in commercio (non di certo quelli di maggiore qualità) siano poco salutari, in questo senso, l’apprensione delle Oms nel scoraggiarne il consumo, non può essere biasimata. Probabilmente, l’idea di apporre un’etichetta, come quella che attualmente dovrebbe mettere in guardia i fumatori, può essere migliorata,a questo riguardo, ne sapremo di più dopo il congresso che si terrà a fine Settembre, nel quale, oltre ai vertici dell’Oms, parteciperanno rappresentanti dei consumatori e dei produttori. Non ci resta che attendere notizie più precise, nella speranza che la salvaguardia della salute globale prevalga sui meri interessi economici.