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sanificazione

Un recente studio scientifico si è dedicato alla ricerca di alcuni microrganismi patogeni sulle superfici dei piani di lavoro in acciaio inox, delle nostre cucine e laboratori. Questi studiosi si sono soffermati sui generi Staphylococcus, Salmonella e Campylobacter, che contaminano gli alimenti di origine animale come latte, uova, carni bianche e rosse, pesce e ovviamente anche nelle lavorazioni a crudo di tali ingredienti, come per esempio le creme per la pasticceria. Lo studio ha concluso che questi microrganismi, qualora non vengano completamente eliminati dalla sanificazione, riescono a vivere sulle superfici, alla temperatura ambientale, anche fino a 4 giorni, contaminando cosi tutte le lavorazioni successive effettuate sullo stesso piano di lavoro. Questa ricerca è l’ennesima prova, qualora ce ne fosse bisogno, dell’importanza del processo di sanificazione, in particolare nella scelta dei sanificanti e nel loro corretto utilizzo. Generalmente i sanificanti più efficienti posso essere distinti in tre classi:

  • Sali quaternari dell’ammonio, hanno il vantaggio di essere compatibili con tutti i materiali e lo svantaggio di avere dei tempi di contatto abbastanza lunghi, quindi prima di essere risciacquati devono rimanere sulla superficie per un tempo che dipende dalla loro diluizione e che è riportato in etichetta.
  • Alcol isopropilico, è particolarmente efficace nella lotta ai virus e non lascia residui, quindi non c’è bisogno di risciacquare le superfici dopo il suo utilizzo.
  • Ipoclorito di sodio (candeggina) è un sanificante ad ampio spettro, quindi efficace contro tutti i microrganismi ed è più economico rispetto agli altri due.

Tutti e tre questi sanificanti perdono la loro efficacia se sono utilizzati su superfici molto sporche, quindi il loro utilizzo deve essere preceduto da una prima detersione, mediante l’uso di un qualsiasi detergente comune. In conclusione, si ricorda che qualsiasi sanificante deve essere utilizzato sempre rispettando le condizioni d’uso suggerite in etichetta, sia per migliorare l’efficacia sia per la sicurezza dell’operatore, pertanto bisogna tassativamente evitare di trasferire gli igienizzanti in contenitori diversi da quelli originali.

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Post Author: Fabio Scordo

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