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Con il decreto Liquidità si ampliano le tipologie di spese ammesse al credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, attribuito agli esercenti attività d’impresa, arte o professione. Nello specifico, è ammissibile anche l’acquisto di dispositivi di protezione individuale compresi mascherine chirurgiche (Ffp2 e Ffp3), guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari. Agevolato inoltre l’acquisto dei dispositivi di sicurezza idonei a proteggere i lavoratori quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi. L’incentivo è attribuito, fino ad un massimo di 20 mila euro per ciascun beneficiario, nella misura del 50% delle spese sostenute nel periodo d’imposta 2020.

Quindi il decreto legge riscrive, ampliandolo, il credito d’imposta per le spese di sanificazione, originariamente introdotto dall’art. 64 del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020), e tuttora non ancora entrato in operatività in quanto non è stato pubblicato il decreto ministeriale che fornisca le indicazioni di attuazione.
La prima modifica riguarda il nome dell’agevolazione che diventa “credito d’imposta per le spese di sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro”.  L’emergenza che l’Italia, e ormai tutto l’Occidente, sta affrontando, non obbliga solo i singoli cittadini a cambiare le proprie abitudini, limitando le azioni di libertà che tutti davano per scontate, ma costringe anche le imprese a ridefinire le proprie priorità, in virtù delle nuove esigenze governative. Se prima le disposizioni poste in essere dal legislatore miravano ad incentivare la formazione e a favorire la crescita delle imprese con misure agevolative come art bonus e incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, ora le cose stanno cambiando. Le ultime manovre messe in atto consistono in “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Si mira quindi a finanziare il sistema sanitario nazionale, a sostenere l’occupazione e i settori economici e a garantire liquidità nel sistema di credito in questa particolare situazione di pandemia, come l’ha definita la stessa OMS.

Il 14 marzo 2020, hanno siglato, in accordo col Governo, il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Tale protocollo, basato sulle prescrizioni del Ministero della Salute per la gestione del rischio Covid-19, contiene linee guida suddivise in 13 punti, volte ad evitare il contagio. Tra queste, in materia di pulizia e sanificazione è stato previsto che “L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.”

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Post Author: Giancarlo Rinaldi

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